Alda Merini

fotografia di Giuliano Grittini
fotografia di Giuliano Grittini

ALDA MERINI – Notizie biografiche a cura de La casa delle Artiste – Casa delle Arti – Spazio Alda Merini

Alda Giuseppina Angela Merini nasce il 21 marzo 1931 a Milano in viale Papiniano, 57 in una famiglia di condizioni economiche modeste. Il padre, Nemo Merini, era dipendente presso le assicurazioni la “Vecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza il Duomo”, la madre, Emilia Painelli, casalinga; era secondogenita di tre figli, tra Anna ed Ezio. Della sua infanzia si conosce quel poco che lei stessa scrisse in brevi note autobiografiche: «una ragazza sensibile e dal carattere melanconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi genitori ma molto brava ai corsi elementari». Non potendo frequentare il liceo Manzoni perché respinta in italiano, compie gli studi superiori all’Istituto professionale Laura Solera Mantegazza e, contempo­raneamente, si dedica allo studio del pianoforte.

Compone le prime liriche a quindici anni e, nel ‘47 inizia a frequentare la casa di Giacinto Spagnoletti, critico letterario, poeta e romanziere (Taranto, 8.2.1920 – Roma, 15.6.2003), considerato tuttora il primo scopritore della poetessa, dove conosce Giorgio Manganelli, scrittore, traduttore, giornalista e critico letterario (Milano 15.11.1922 – Roma 28.5.1990) – che fu un vero maestro di stile per lei, oltre che suo primo grande amore a cui dedicò la sua prima raccolta poetica (1953), ove, immedesimandosi in Euridice, arrivò a identificarlo in un novello Orfeo.

Ma il ‘47 è anche l’anno in cui si manifestano i primi sintomi di quella che sarà una lunga malattia; Merini incontra “le prime ombre della sua mente” e viene internata per un mese nella clinica Villa Turro. Quando ne esce, ad attenderla c’ è Manganelli: lui 27 anni, sposato, lei appena sedicenne; vivranno cinque anni di amore intenso e contrastato che si interruppe traumaticamente quando egli si trasferì definitivamente a Roma.

Nel ’51, l’editore Vanni Scheiwiller (Milano 8.2.1934 – 17.10.1999), l’eccellenza nell’editoria di poesia e nella letteratura di qualità e ricerca, su consiglio di Eugenio Montale e Maria Luisa Spaziani, include alcune sue liriche nel volume Poetesse del Novecento, evento che legittima l’ingresso di Merini nel panorama della poesia di qualità. Già da questi primi componimenti si intuiscono quelli che saranno motivi ricorrenti nella poetica della Merini: l’intreccio di temi erotici e mistici, di luce e di ombra, il tutto però amal­gamato da una concentrazione stilistica notevole, che nell’arco degli anni lascerà spazio a una poesia più immediata, intuitiva.

Dopo la partenza di Manganelli da Milano, nel periodo che va dal ‘50 al ‘53, la Merini frequenta Salvatore Quasimodo, poeta e premio Nobel per la letteratura nel 1959, al quale dedica due liriche.

Nel ‘53 sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie a Milano. In un’intervista, grazie alla sua ironia, Merini afferma che, conscia che “Carmina non dant panem”, lei aveva deliberatamente sposato un panettee!

Il ‘55 è l’anno della nascita della prima figlia, Emanuela; al pediatra della bambina, Pietro, è dedicata un’intera raccolta di poesie. Segue un silenzio durato vent’anni.

Nel ’62, dopo un violento litigio con il marito, viene internata nel manicomio Paolo Pini, dal quale uscirà defi­nitivamente solo nel ‘72 – a parte brevi periodi durante i quali ritorna in famiglia e nascono altre tre figlie: Flavia, Barbara e Simona. – ma l’alternanza di periodi di lucidità e follia continua fino al ‘79. Anche a posteriori, Merini non imputerà mai al marito la colpa del suo internamento: era un uomo semplice, «elementare se per elementare si intendono gli elementi della Natura. Il suo realismo mi tenne sempre in piedi.»

Merini racconta in un’intervista: «Fui quindi internata a mia insaputa, e io nemmeno sapevo dell’esistenza degli ospedali psichiatrici perché non li avevo mai veduti, ma quando mi ci trovai nel mezzo credo che impazzii sul momento stesso: mi resi conto di essere entrata in un labirinto dal quale avrei fatto molta fatica a uscire. Mi ribellai. E fu molto peggio. La sera vennero abbassate le sbarre di protezione e si produsse un caos infernale. Dai miei visceri partì un urlo lancinante, una invocazione spasmodica diretta ai miei figli e mi misi a urlare e a calciare con tutta la forza che avevo dentro, con il risultato che fui legata e martellata di iniezioni calmanti. Non era forse la mia una ribellione umana? Non chiedevo io di entrare nel mondo che mi apparteneva? Perché quella ribellione fu scambiata per un atto di insubordinazione? Un po’ per l’effetto delle medicine e un po’ per il grave shock che avevo subito, rimasi in istato di coma per tre giorni e avvertivo solo qualche voce, ma la paura era scomparsa e mi sentivo rassegnata alla morte.
Dopo qualche giorno, mio marito venne a prendermi, ma io non volli seguirlo. Avevo imparato a risconoscere in lui un nemico e poi ero così debole e confusa che a casa non avrei potuto far nulla.
E quella dissero che era stata una mia seconda scelta, scelta che pagai con dieci anni di coercitiva punizione. Il manicomio era sempre saturo di fortissimi odori. Molta gente addirittura orinava e defecava per terra. Dappertutto era il finimondo. Gente che si strappava i capelli, gente che si lacerava le vesti o che cantava sconce canzoni.
Noi sole, io e la Z., sedevamo su di una pancaccia bassa, con le mani raccolte in grembo, gli occhi fissi e rassegnati e in cuore una folle paura di diventare come quelle là. In quel manicomio esistevano gli orrori degli elettroshock. Ogni tanto ci assiepavano dentro una stanza e ci facevano quelle orribili fatture. Io le chiamavo fatture perché non servivano che ad abbrutire il nostro spirito e le nostre menti. La stanzetta degli elettroshock era una stanzetta quanto mai angusta e terribile; e più terribile ancora era l’anticamera, dove ci preparavano per il triste evento. Ci facevano una premorfina, e poi ci davano del curaro, perché gli arti non prendessero ad agitarsi in modo sproporzionato durante la scarica elettrica. L’attesa era angosciosa. Molte piangevano. Qualcuna orinava per terra. Una volta arrivai a prendere la caposala per la gola, a nome di tutte le mie compagne. Il risultato fu che fui sottoposta all’elettroshock per prima, e senza anestesia preliminare, di modo che sentii ogni cosa. E ancora ne conservo l’atroce ricordo».

Nel ‘79 Merini rompe il silenzio e inizia a lavorare su quello che è considerato il suo capolavoro: La Terra Santa, vincitrice del Premio Librex Montale nel ‘93. È l’inizio di una poetica diversa, impregnata della devastante esperienza manicomiale. Si tratta di liriche di un’intensità po­tente, dove la realtà lascia il posto all’idea stessa del reale, sublimata e deformata dal delirio della follia.

La prima proposta di stampa dell’opera fu accolta da una totale indiffe­renza da parte degli editori. Solo nel 1984 Schweiller darà alle stampe la prima edizione de La Terra Santa, segnando la fine dell’ostracismo dell’artista.

Merini inizia un’amicizia a distanza con Michele Pierri, medico e poeta tarantino. L’intesa fra i due si fa sem­pre più forte, malgrado i trent’anni e i chilometri che li separano; la loro fu una storia d’amore, vissuta per quasi quattro anni sul filo del telefono e in centinaia di lettere e poesia che soprattutto Alda inviava; si sposarono nel 1983 e merini si trasferì a Taranto: il matrimonio durò quasi quattro anni che Alda così riassume: “per quattro anni fui una sposa felice”. Alda amò talmente Pierri da scrivere al Papa perché autorizzasse la loro unione mentre ancora Ettore era vivo (morì nel 1981): evidentemente trovò in lui tutte le doti umane, spirituali, morali, poetiche che sentiva necessarie alla propria felicità. La cura che Pierri le riservò produsse un periodo di proficua creatività per la Poetessa. La fase terminale della malattia di Pierri (morì nel gennaio 1988) condusse Merini nell’angoscia e fece naufragare quella tranquillità apparentemente raggiunta tanto da richiedere aiuto al reparto neuro dell’Ospedale tarantino. Dopo un brevissimo ricovero Alda, che si descrisse “malata di nostalgia” per Milano, fece ritorno in Ripa Ticinese 47, la sua abitazione dove oggi è apposta una lapide a ricordo. Successivamente, si parlò di un internamento nel manicomio di Taranto, ma non risponde a verità in quanto a Taranto non è mai esistito un manicomio (né una istituzione similare), inoltre dal 1978 la legge Basaglia aveva abolito gli “internamenti” e i manicomi stessi.

La leggenda dell’internamento nasce dagli stessi racconti di Alda che, nei due anni confusi che seguirono, visse un periodo tormentato di cure, nella sua Milano e non certo a Taranto. Chi ha conosciuto Alda sa perfettamente come spesso lei considerasse anche la fantasia parte integrante della realtà e come la poesia, unita all’ironia, siano state le leve propulsive del suo cammino, della sua rinascita dopo le sofferenze patite per la malattia e per quelle derivanti dall’allontanamento delle figlie che vennero affidate ad altre famiglie.

Alda Merini si spegne il 1 novembre 2009, all’età di 78 anni, all’Ospedale San Paolo di Milano. Nella sua bara vengono posti: una rosa rossa, un pacchetto di sigarette, pochi euro per pagare Caronte affinché la traghetti sull’altra sponda e la foto del marito Ettore.

Oggi Alda Merini è tumulata nel Cimitero Monumentale di Milano, nella Cripta del Famedio.

Alda Merini è stata e continua ad essere una delle voci più potenti e prolifiche della poesia contemporanea. Negli ultimi anni soleva telefonare ai suoi editori più volte al giorno e anche durante la notte per dettare i suoi versi. È impossibile riuscire a dare un ordine, catalogare il lavoro di un’artista che ha fuso vita e arte in un’unica forma inscindibile.

 

Bibliografia (da Wikipedia)

Opere di Alda Merini

  • La presenza di Orfeo, Schwarz, Milano, 1953. Campionario n. 5, Collana di Poesia, diretta da Giacinto Spagnoletti.
  • Paura di Dio, All’Insegna del Pesce d’Oro, Milano, 1955.
  • Nozze romane, Schwarz, Milano, 1955. Dialoghi col Poeta, n. 13.
  • La pazza della porta accanto, Bompiani, Milano, 1995.
  • Tu sei Pietro. Anno 1961, All’Insegna del Pesce d’Oro, Milano, 1962, Lunario, fuori serie, n. 7.
  • Destinati a morire. Poesie vecchie e nuove, Lalli, Poggibonsi, 1980.
  • Poesie, edizione privata, Milano 1981.
  • Le rime petrose, edizione privata, 1983.
  • Le satire della Ripa, presentazione di Michele Pierri, testimonianza di Giacinto Spagnoletti, disegno di Delia Fischetti, Laboratorio Arti Visive, Taranto, 1983.
  • Le più belle poesie, edizione privata, 1983.
  • La Terra Santa, Scheiwiller, Milano, 1984.
  • La Terra Santa e altre poesie, introduzione di Giacinto Spagnoletti, Lacaita,Manduria 1984. I Testi, n. 7.
  • L’altra verità. Diario di una diversa, prefazione di Giorgio Manganelli, Libri Scheiwiller, Milano, 1986. Prosa, n. 2.
  • Fogli bianchi. 23 inediti, con una nota di Elio Bartolini, Biblioteca Bartolini, Biblioteca Cominiana, Cittadella 1987.
  • Testamento, a cura di Giovanni Raboni, Crocetti Editore,Milano 1988. Aryballos, n. 13.
  • Delirio amoroso, nota di Ambrogio Borsani, il melangolo, Genova 1989. Opuscola, n. 30.
  • Le pietre, autoedizione, Milano 1989.
  • Balocchi e poesie, Tommaso Spaini, Belgioioso 1991.
  • Canzone dell’amore spento, Tommaso Spaini, Belgioioso 1991.
  • Il tormento delle figure, il melangolo, Genova 1990. Nugae, n. 6, 1989.
  • Delirio amoroso, il melangolo, Genova, 1990.
  • Le parole di Alda Merini, a cura di Guido Spaini e Antonella Baldi, Stampa Alternativa, Roma, 1991. Millelire.
  • Valzer, Tommaso Spaini, Belgioioso 1991.
  • Vuoto d’amore, a cura di Maria Corti, Einaudi, Torino 1991. Collezione di Poesia, n. 224. Torino, Einaudi, 1991.
  • 5 poesie, Biblioteca Comunale, Mariano Comense 1992.
  • Aforismi, con una nota di Angelo Gaccione, Nuove Scritture, Milano 1992.
  • Cinque poesie, Mariano Comense, Biblioteca Comunale, 1992.
  • Ipotenusa d’amore, con quattro disegni di Massimo O.Geranio, La Vita Felice, Milano 1992.
  • La vita facile. Aforismi, disegni di Alberto Casiraghi, Pulcinoelefante, Osnago 1992.
  • La palude di Manganelli o il monarca del re, con cinque disegni di Marco Carnà, La Vita Felice, Milano 1992.
  • La vita felice: aforismi, Osnago, Pulcinoelefante, 1992.
  • La vita più facile: Aforismi, Osnago, Pulcinoelefante, 1992.
  • La presenza di Orfeo (Paura di Dio, Nozze Romane, Tu sei Pietro), Milano, Scheiwiller, 1993.
  • Le zolle d’acqua. Il mio naviglio, a cura di Luigi Maino, Montedit, Cernusco sul Naviglio (Milano), 1993.
  • Rime dantesche, Divulga, Crema, 1993.
  • Se gli angeli sono inquieti. Aforismi, con Alberto Casiraghi, Shakespeare and Company, Magreglio 1993.
  • Titano amori intorno, Milano, La Vita Felice, 1993. Labirinti, n. 1.
  • Ulisse.Poesie, con Luisa Agostino e Daniela Pazza, con quattro disegni di Marco Carnà, Divulga, Crema 1993.
  • 25 poesie autografe, La città del sole, Torino 1994.
  • Reato di vita. Autobiografia e poesia, Milano, Melusine, 1994.
  • Il fantasma e l’amore. Un monologo, tre poesie e… , La Vita Felice, Milano 1994.
  • Lettera ai figli a cura di Michelangelo Camilliti, LietoColle, Faloppio 1994. Lettera n. 2.
  • Reato di vita. Autobiografia e poesia, a cura di Luisella Veroli, Melusine, Milano 1994.
  • Ballate non pagate a cura di Laura Alunno, Einaudi, Torino 1995. Collezione di Poesia, n. 252.
  • Delirio amoroso. Un monologo di Licia Maglietta su testi di Alda Merini, Dante & Descartes, Napoli 1995.
  • Doppio bacio mortale, Lietocolle, Faloppio 1995; 2005; 2010. Aretusa.
  • La pazza della porta accanto, a cura di Guido Spaini e Chicca Gagliardo, Bompiani, Milano 1995. I grandi Tascabili, n. 375.
  • Lettera a Maurizio Costanzo, LietoColle, Faloppio 1995. Lettera n. 10.
  • Sogno e poesia, La Vita Felice, Milano 1995. Carte d’Artista.
  • La terra Santa. 1980-1987 (contiene Destinati a morire, La Terra Santa, Le Satire della Ripa, Le rime petrose, Fogli bianchi), Libri Scheiwiller, Milano 1996. Poesia, n. 60.
  • La vita facile. Sillabario, a cura di Guido Spaini e Chicca Gagliardo, Bompiani, Milano 1996. I Grandi Tascabili, n. 499.
  • Refusi, Vittorio Zanetto, Montichiari 1996. Collana Letteraria.
  • Un’anima indocile. Parole e poesie, La Vita Felice, Milano 1996; 2006. Labirinti, n. 12.
  • Aforismi, Milano, Pulcinoelefante, 1996.
  • La pazza della porta accanto, Milano, Mondadori, 1996.
  • La Terra Santa: (Destinati a morire, La Terra Santa, Le satire della Ripa, Le rime petrose, Fogli bianchi) 1980-987, Milano, Scheiwiller, 1996.
  • Un poeta rimanga sempre solo, Scheiwiller, Milano 1996.
  • Immagini a voce, Motorola, 1996[23]
  • Aforismi, a cura di Roberto Bernasconi e Cesare dell’Orto, Pulcinoelefante, Osnago 1997.
  • Il dono. Due poesie e una incisione all’acquaforte, edizioni dell’Ariete, Crema 1997.
  • Ape Regina, testi di Alda Merini e musiche di Andrea Donati, Amiata Records, ARNR 2597, Firenze 1997.
  • L’altra verità. Diario di una diversa, Milano, Rizzoli, 1997.
  • La volpe e il sipario. Poesie d’amore, Legnago, Girardi, 1997. ISBN 88-17-86471-4
  • Le più belle poesie di Alda Merini, Milano, La Vita Felice, 1997.
  • Curva di fuga, incisioni di Giovanni Bonaldi, introduzione di Roberto Sanesi, la copertina in pergamena contiene 14 quartini di cm. 44×31, edizione numerata dalle edizioni dell’Ariete, Crema 1997.
  • Orazioni piccole, Edizioni dell’Ariete, Crema 1997.
  • Ringrazio sempre chi mi dà ragione. Aforismi, Viterbo, foto di Giuliano Grittini, Stampa Alternativa, Roma 1997.
  • Salmi della gelosia, con disegni di Giovanni Bonaldi, edizioni dell’Ariete, Crema 1997.
  • Certificazioni d’esistenza, con due incisioni di Giovanni Bonaldi, testi critici di Riccardo Barletta e Lucio Del Pezzo, edito e numerato dall’artista, copertina di metallo cm.16×22, foglio disteso cm. 22×120, Milano 1997.
  • 57 poesie, Milano, Mondadori, 1998.
  • Alda Merini & Enrico Baj. quattro poesie inedite, Giorgio Upiglio Grafica Uno, Milano 1998.
  • Eternamente vivo, L’Incisione, Corbetta 1998.
  • Favole, Orazioni, Salmi, scritti raccolti da Emiliano Scalvini, immagini di Gabriele Bellagente, La Libraria, Soncino 1998.
  • Fiore di poesia (1951-1997) (a cura di Maria Corti), Torino, Einaudi, 1998, Tascabili, n. 519. ISBN 88-06-17377-4
  • Ladri di destini, con una incisione di Agostino Arrivabene, edizioni dell’Ariete, Crema 1998.
  • Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi, a cura di Bruno Pedretti, con una nota di Benedetta Centovalli, Rizzoli, Milano 1998. Piccola biblioteca La Scala.
  • Aforismi e magie, disegni di Alberto Casiraghi, Rizzoli, Milano 1999.
  • Figli e addii, F. Soldini, Novazzano 1999. Le Carte di Calliope, n. 12.
  • Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta, Libri Scheiwiller, Milano 1999. Prosa n. 64.
  • La poesia luogo del nulla. Poesia e parole con Chicca Gagliardo e Guido Spaini, Piero Manni, Lecce 1999. Pretesti n. 65.[24]
  • L’uovo di Saffo. Alda Merini e Enrico Baj, Proposte d’Arte Colophon, Belluno 1999.
  • L’intima morte della parola, Manni, Lecce 1999.
  • Le ceneri di Dante: con una bugia sulle ceneri, Osnago, Pulcinoelefante, 1999.
  • 21 febbraio, un’incisione con intervento tattile di Giovanni Bonaldi, foglio cm. 20×27, edizioni Pulcinoelefante, Osnago 1999.
  • Vacanze 1999, Ballabo Clift, Torino 1999.
  • L’anima innamorata, Frassinelli, Milano 2000; con disegni di Alberto Casiraghi, 2007. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori.
  • Sogno e poesia, L’incisione, Milano 2000.
  • Splenduisti et vocasti, con una incisione di Bonaldi Giovanni, edizioni Il dodecaedro di Leonardo, Milano 2000.
  • Superba è la notte, a cura di Ambrogio Borsani, Einaudi, Torino. Collezione di Poesia, n. 286.
  • Due epitaffi e un testamento, Osnago, Pulcinoelefante, 2000.
  • Vanità amorose, Sottoscala, Bellinzona 2000. Narcisi, n. 1.
  • Vanni aveva mani lievi, Nino Aragno, Torino 2000.
  • Le poesie di Alda Merini, Milano, La Vita Felice, 2000 [cofanetto]
  • Tre aforismi, Osnago, Pulcinoelefante, 2000.
  • Amore, Osnago, Pulcinoelefante, 2000.
  • Corpo d’amore. Un incontro con Gesù, prefazione di Gianfranco Ravasi, cura iconografica di Luca Pignatella, Frassinelli, Milano 2001.
  • Requiem, LietoColle, Faloppio 2001. Quaderni n. 6.
  • Amore di carta, con cinque incisioni di Giovanni Bonaldi, tiratura numerata e firmata in quaranta esemplari, edizioni Lo Sciamano, Milano 2002.
  • Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati, a cura di Daniela Gamba, con un pensiero di Roberto Vecchioni, Salani, Milano 2002.
  • Gufo, Fabrizio Mugnaini per Luna e Gufo, Scandicci 2002.
  • Il maglio del poeta, prefazione di Giorgio Patrizi, Manni, Lecce 2002. Pretesti, n. 147.
  • Magnificat. Un incontro con Maria, Frassinelli, Milano 2002. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori.
  • Maledizioni d’amore, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2002. ISBN 88-88722-14-9[25]
  • Il paradiso, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.
  • Anima, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.
  • Ora che vedi Dio, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.
  • Un aforisma, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.
  • La vita, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.
  • Una poesia, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.
  • Invettive d’amore e altri versi, Torino, Einaudi, 2002.
  • Oggi come ieri, a cura di Mariella Mischi e Roberto Crimeni, Dialogo Libri, Olgiate Comasco 2002.
  • Clinica dell’abbandono, a cura di Giovanna Rosadini, introduzione di Ambrogio Borsani e con uno scritto di Vincenzo Mollica (versione con videocassetta VHS), Einaudi, Torino 2003, Stile Libero; a cura di Giovanni Rosadini, introduzione di Ambrogio Borsani, Einaudi, Torino 2004. Collezione di poesia n. 329.
  • Des Cartes (Descartes), con uno scritto di Camillo de Piaz, immagini di William Xerra, fotografie di Giuliano Grittini e Prospero Crovedi, Vicolo del Pavone, Piacenza 2003.
  • Dopo tutto anche tu, a cura di Angelo Guarnieri, San Marco dei Giustiniani, Genova 2003. Quaderni del Tempo, n. 18.
  • La carne degli angeli, Frassinelli, Milano 2003; con venti opere inedite di Mimmo Paladino, 2007. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori.
  • Più bella della poesia è stata la mia vita, Torino, Einaudi, 2003.
  • Delirio Amoroso, Genova, Il Nuovo Melangolo, 2003.
  • Alla tua salute, amore mio: poesie, aforismi, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2003[26]
  • Poema di Pasqua, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2003.
  • Il mascalzone veronese, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2003 ISBN 88-88722-13-0[27]
  • Lettere d’amore di due poetesse, con Mariella mischi, Dialogo libri, Olgiate Comasco 2003.
  • Writing-in-children, LietoColle, Faloppio 2003. Lettera.
  • Carro d’amore, Lo Sciamano, Milano 2004.
  • Le briglie d’oro. Poesie per Marina 1984-2004, a cura di Marina Bignotti, Libri Scheiwiller, Milano 2004. Poesia, n. 82.
  • Lettere ai bambini, LietoColle, Faloppio 2004. Lettera.
  • El Disaster, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2004.
  • La volpe e il sipario. Poesie d’amore, Milano, Rizzoli, 2004.
  • La voce di Alda Merini. La dismisura dell’anima. Audiolibro. CD audio. Milano, Crocetti, 2004.
  • Poema della Croce, con cinque acqueforti di Sandro Chia, Prefazione di Gianfranco Ravasi, Frassinelli, Milano 2004. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori. Frassinelli, 2004.
  • Sono nata il 21 a primavera, Milva canta Merini, Milano, Nar international, 2004.
  • Poema della croce, Alda Merini e Giovanni Nuti, Milano, Sagapò, 2005.
  • Amleto di carta, Quaderni di Orfeo, Milano 2005.
  • Il diavolo è rosso, Il ragazzo innocuo, Milano 2005.
  • Nel cerchio di un pensiero. (Teatro per sola voce), Crocetti, Milano 2005, Aryballos, n. 39.
  • Sono nata il ventuno a primavera. Diario e nuove poesie, a cura di Pietro Manni, Manni, Lecce 2005. Pretesti, n. 225.
  • Uomini miei. Brandelli di un’autobiografia sentimentale, disegni di Alberto Casiraghi, Frassinelli, Milano 2005. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori, Milano, Frassinelli, 2005.
  • Il Tavor, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2005 ISBN 88-7877-033-7[28]
  • La presenza di Orfeo – La Terra Santa, Milano, Scheiwiller, 2005.
  • Io dormo sola, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2005 ISBN 88-7877-030-2[29]
  • Figli e poesie, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2005. ISBN 88-7877-025-6[30]
  • La famosa altra verità, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2006.
  • L’altra verità diario di una diversa, Milano, Rizzoli, 2006.
  • Un segreto andare, Alberto Tallone Editore, Alpignano, 2006.
  • Lettere di Pasolini, Acquaviva delle Fonti (Bari), Acquaviva, 2006.[31]
  • Cantico dei Vangeli, disegni di Elvio Marchionni, Frassinelli, Milano 2006. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori.
  • Il tempo di una sigaretta, Terre Sommerse, 2006 intervista di Niccolò Carosi.
  • Canto Milano, Manni, Lecce 2007. Pretesti, n. 308.[32]
  • Colpe di immagini. vita di un poeta nelle fotografie di Giuliano Crittini, Introduzione di Alba donati, Rizzoli, Milano 2007.
  • Francesco. Canto di una creatura, prefazione di Gianfranco Ravasi, Frassinelli, Milano 2007. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori. Frassinelli, 2007.
  • La magia delle mani, fotografie di Giuliano Grittini, La Vita Felice, Milano 2007.
  • La nera novella. (Umorismo nero), Rizzoli, Milano 2007.
  • Rasoi di seta. Giovanni Nuti canta Alda Merini, Sagapò (s.l.), 2007.
  • Antenate bestie da manicomio, Manni, Lecce 2008. ISBN 88-6266-085-5[33]
  • Mistica d’amore, Frassinelli, Milano 2008. Poesie, n. 16.
  • Lettere al dottor G, prefazione di Arnoldo Mosca Mondadori. Frassinelli, 2008.
  • Sonetti d’amore e angeliche pene, LietoColle, Faloppio 2008.
  • Canzoni «’a guapparia», Gli amici, edizione privata, Taranto 2009.
  • Padre mio, Frassinelli, 2009.
  • Come polvere o vento, introduzione di Giulio Ferroni, Manni, Lecce 2009. Pretesti, n. 384.
  • Eroticamore. Passione e riflessioni, LietoColle, Faloppio 2009.
  • Il carnevale della croce. Poesie religiose. Poesie d’amore, a cura di Ambrogio Borsani, Einaudi, Torino 2009. Collezione di Poesia, n. 381.
  • Le madri non cercano il paradiso, Albatros, Roma 2009.
  • Padre mio, Frassinelli, Milano 2009. Poesie, n. 17.
  • I poeti lavorano di notte, Trieste, FrancoPuzzoEditore, 2009, ISBN 978-88-88475-31-8. Premio Internazionale Trieste Poesia 2009
  • Elettroshock. parole, poesie, racconti, aforismi, foto, Stampa Alternativa – Nuovi Equilibri, Viterbo 2010.
  • Nuove magie: aforismi inediti 2007-2009, Rizzoli, Milano 2010.
  • Una piccola ape furibonda, Giovanni Nuti canta Alda Merini, Milano, Sgapò, 2010.
  • Il suono dell’ombra. Poesie e prose 1953-2009, a cura di Ambrogio Borsani, Mondadori, Milano, 2010.

Scritti critici su Alda Merini

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