La stanza di Alda (IT-EN-ES-DE)

Lungo le scale che portano al piano superiore di via Magolfa 32, una serie di maxi opere del fotografo Giuliano Grittini accompagnano il visitatore verso la stanza di Alda Merini: una ricostruzione con oggetti e arredi provenienti dalla casa dove ha abitato in Ripa Ticinese 47. Giunti al piano, sulla destra, è visibile l’originaria porta di ingresso dell’abitazione. Su di essa, annotazioni scritte con il rossetto, numeri telefonici: una prima agenda personale di Merini.

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Si prosegue al piano e sulla destra, separata da un vetro panoramico, ecco la stanza.

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Sulla sinistra, una scrivania con la sua macchina da scrivere, alquanto datata e regalo di Giuliano Grittini, il suo fotografo personale nonché amico. Molte “perle poetiche” sono state generate da quella macchina utilizzata senza nastro,  ricorrendo allo stratagemma della carta carbone.

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Una poltroncina rossa dell’Ikea – dono di Giovanni Nuti – per esaudire la richiesta di Alda che desiderava una poltrona bassa ma con lo schienale alto per appoggiare bene la schiena.

Alla parete, in esposizione un abito disegnato da due stilisti dopo la morte di Merini, con riferimenti alla vita della Poetessa.

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A fondo parete, il pianoforte: strumento suonato e amato da Merini, «dono di un suo ammiratore», diceva. Quando Giovanni Nuti andava a trovarla, prima del saluto di commiato riceveva sempre la richiesta di suonare e cantare per lei “L’albatros”.

Sul pianoforte, alcune fotografie tra cui Papa Giovanni Paolo II, figura molto amata da Merini per la sua forza e la sua umanità.

Alle pareti, poster di manifestazioni a lei dedicate: le piaceva molto avere intorno a sé poster o maxi locandine.

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Un fascio di rose è alloggiato su una sedia a fondo parete: un dono di Valentina Cortese.

Sull’attaccapanni e sopra il letto, alcuni abiti, un cappello rosso, una borsa di paglia, alcune sciarpe. Era solita acquistare gli abiti al mercato dei Navigli, l’ultima domenica del mese o in un negozio sotto casa sua che trattava anche l’usato.

Sulla destra, a fondo parete, un comodino con una radio-lettore CD, l’ultima di una lunga serie donata da Grittini in quanto appena ricevutone una, lei la regalava rimanendone quindi priva.

Sul letto, una bambola: Alda amava i pupazzi; aveva un cuore bambino capace ancora di stupirsi.

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Accanto al letto, un comodino con alcuni oggetti personali: una sigaretta “Diana blu” che lei chiedeva con filtro per staccarlo prima di fumarla, gli accendini, i mozziconi, la lattina di Coca Cola: bevanda indispensabile al suo fianco tanto che il comodino originario della camera da letto si era rovinato corroso dalla bevanda e fu sostituito con quello attuale dono di Nuti, il rossetto: «Quel rossetto scarabocchiato, rosso ciliegia, che le dava un volto da bambina quattordicenne. Giovane, giovane come i suoi occhi» (Pamela Villoresi) e le collane che vestivano la sua femminilità. E sui comodini, la polvere: «fatta di ali di farfalle sbriciolate: sono i pensieri che, dopo il volo, si fanno materia e come polvere rimangono a testimonianza; non spolverarla, cancelli la vita e i ricordi», sono le parole di Alda.

Sopra uno sgabellino, il telefono con cui dettava ad amici ed editori le sue poesie e aforismi.

Alla parete di destra sono esposte due sezioni de “Il muro degli angeli”.

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Quel muro su cui poggiava il cuscino di Alda, diventato nel tempo la sua pagina di appunti, aforismi, annotazioni, disegni e tanti numeri di telefono appuntati con il rossetto, matita, pennarello. Quel muro è stato il contatto con la sua anima, nelle notti travagliate e solitarie, un compagno silenzioso, specchio dei suoi pensieri. Con un lavoro minuzioso è stato asportato dalla stanza da letto della Poetessa, a cura della restauratrice Barbara Ferriani, utilizzando una tecnica mista tra lo strappo che consente, con una particolare procedura, di prelevare solo una pellicola della parte da conservare e lo stacco a massello, una vera e propria cesura sull’intonaco, per portar via uno strato più profondo, intervento più costoso ma sicuro».

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ALDA MERINI’S ROOM

 

Along the stairs that lead to the second floor, some maxi works of the photographer Giuliano Grittini take visitors toward Alda Merini’s room: a reconstruction with objects and furniture coming from her house in Ripa Ticinese 47. Once at the second floor, on the right, you can see the original front door of her house. On it, notes, telephone numbers written with lipstick, Merini’s first personal organizer.

Going forward, on the right, separated by a panoramic glass, the room.

On the left, a desk with her very old typing machine, Giuliano Grittini’s gift who was her personal photographer and also a friend. Many “poetic poems” have been generated by that machine that was used without a ribbon but resorting to the stratagem of carbon paper.

A red armchair from Ikea, Giovanni Nuti’s gift, bought to satisfy Alda’s demand of having a low armchair with a high backrest as to rest well her back.

On the wall, a dress designed by two stylists after Merini’s death is exposed, with reference to the Poet’s life.

At the end of the wall, the piano, an instrument Merini played and loved. She said it was one of her fans’ gifts. When Giovanni Nuti went to see her, before saying farewell, he always had the request of playing and singing for her the “Albatros”.

On the piano, some photos among which Pope Giovanni Paolo the second, a figure Merini loved very much for his strength and his humanity. On the walls posters of events dedicated to her she liked very much being surrounded by her posters or maxi playbills.

A bunch of reoses is placed of a chair at the end of the wall: Valentina Cortese’s gift.

On the handstand and on the bed, some dresses, a red hat, a straw bag, some scarfs. She used to buy her dresses at Naviglio market, the last Sunday of each month or in a shop down in the street near her house where were sold also second-hand clothes.

On the right, at the end of the wall a bedside table with a compact disk player, the last of many gifts by Grittini.

On her bed, a doll: Alda loved puppets. She had a childish heart still capable of getting amazed. Next to the bed, a bedside table with some personal objects: one cigarette “Diana Blu” that she asked with filter tip in order to take it off before smoking, the lighters, butts, one can of Coke: an essential drink that she had always with her so that the original bedside table was corroded by the drink and was replaced by a new one, Nuti’s gift and her lipstick: “that scribbled lipstick, cherry red that gave her the look of a girl of fourteen years old. Young, young as her eyes” (Pamela Villoresi) and the necklaces that dressed her femininity. And on the bedside tables, dust: ”made of crumbled butterfly wings: these are thoughts that, after flying, take shape and as dust they remain as a proof; don’t brush it away, you are going to cancel life and memories” these are Alda’s words.

On a little stool, the phone with which she dictated to her friends and publishers poems and aphorisms.

On the wall at the right are exposed two verses of “Il muro degli angeli”. That wall on which leant Alda’s pillow that became her note-book, where she wrote notes, aphorisms, drawings and many phone numbers written with lipstick, pencil or a felt-tip pen. That wall has been the contact with her soul, during the troubled and lonely nights, a silent friend, mirror of her thoughts.

With a very careful work the wall was removed from the poet’s bedroom by the restorer Barbara Ferriani by both tearing out the piece which allows, with a special procedure, to withdraw only a film of the part to preserve and by removing the plaster in order to take off a deeper layer, a technique more expensive but safer.

 

By La casa delle Artiste, Casa delle Arti- Spazio Alda Merini

 

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LA RECÁMARA DE ALDA MERINI

 

Al subir las escaleras que llevan al primer piso, una serie de obras de gran formato del fotógrafo Giuliano Grittini acompañan al visitante a la habitación de Alda Merini: una reconstrucción con objetos y decoraciones provenientes de la casa donde vivió, en la calle Ripa Ticinese 47. Cuando llegamos, hacia la derecha podemos ver la puerta de entrada original de la habitación. En las paredes se encuentran anotaciones escritas con lápiz labial y también números telefónicos: una primera agenda personal de Merini.

Siguiendo en el mismo piso, a la derecha – separada por un vidrio panorámico – encontramos la recámara.

Del lado izquierdo, está un escritorio con su máquina de escribir, bastante vieja, la cual fue un regalo de Giuliano Grittini, su fotógrafo personal y amigo. Incontables «perlas poéticas» han sido creadas por esa máquina que ella utilizaba sin cinta: en su lugar usaba papel carbón.

Hay un silloncito rojo de Ikea (regalo de Giovanni Nuti) para satisfacer la petición de Alda quien quería un sillón bajo que tuviera un respaldo alto para poder apoyar su espalda.

En la pared está exhibido un vestido realizado por dos diseñadores de moda, luego de la muerte de Merini; este vestido tiene detalles relacionados a la vida de la Poeta.

Al fondo de la pared está el piano: instrumento que Merini tocó y amó, un «regalo de uno de sus admiradores», decía. Todas las veces que Giovanni Nuti iba a visitarla, antes de que él se despidiera, Alda siempre le pedía que tocara y cantara para ella “El albatros”.

Encima del piano, algunas fotografías, entre las cuales hay una imagen del Papa Juan Pablo II, a quien Merini amaba mucho por su fuerza y su humanidad.

En las paredes hay pósteres de eventos que le fueron dedicados: a ella le gustaba tener pósteres o maxi publicaciones a su alrededor.

Hay un ramo de rosas colocado en una silla que se encuentra hasta el fondo de la pared: un obsequio de Valentina Cortese.

En el perchero y sobre la cama hay algunos vestidos, un sombrero rojo, un bolso de paja, algunas bufandas. Ella solía comprar su ropa en el mercado de los Navigli, el último domingo de cada mes, o en una tienda en la planta baja de su piso, que también vendía ropa de segunda mano.

A mano derecha, en el fondo de la pared, hay una mesilla de noche con un radio-lector de CD, el último de una larga serie – puesto que ella solía regalarlos – que Grittini había dado a la poeta.

Sobre la cama hay una muñeca: Alda amaba las muñecas: su corazón de niña le permitía vivir en el asombro. A un lado de la cama, una mesilla de noche con algunos objetos personales: un cigarrillo marca “Diana blu” – ella lo pedía con filtro y se lo arrancaba antes de fumarlo –mecheros, colillas, latas de Coca Cola: bebida indispensable que siempre tenía a su lado, tanto así que la mesilla de noche original de su recámara se había dañado, corroída por el refresco y fue sustituida por la actual (obsequio de Nuti), el lápiz labial: «Aquel lápiz labial garabateado, rojo cereza, que le daba un aire de niña de catorce años. Joven, joven como sus ojos» (Pamela Villoresi) y los collares que adornaban su feminidad. Y sobre las mesillas de noche el polvo: «hecho con alas pulverizadas de mariposa: son los pensamientos que, después del vuelo, se convierten en materia y, al igual que el polvo, se vuelven testimonio; no lo quites (el polvo) porque si no borras la vida y los recuerdos», en palabras de Alda.

Sobre un banquito está el teléfono con el que dictaba sus poemas y aforismos a sus amigos y editores.

En la pared de la derecha están exhibidas dos secciones de “Il muro degli angeli” (El muro de los ángeles).

Ese muro, en el que descansaba la almohada de Alda, se convirtió con el tiempo en su página de apuntes, aforismos, anotaciones, dibujos y tantos números de teléfono anotados con lápiz labial, lápiz, plumón. Ese muro ha estado en contacto con su alma, en las noches atormentadas y solitarias, un compañero silencioso, espejo de sus pensamientos.

Con un trabajo minucioso, ese muro ha sido removido de la recámara de la Poeta por la restauradora Barbara Ferriani, quien utilizó una técnica mixta entre el “strappo” (arranque o despegado) que permite, mediante un particular procedimiento, quitar sólo una película de la parte que se quiere conservar, y el “stacco a massello” (arranque completo de la pintura mural incluyendo las capas de preparación, arricio e intonaco, y parte del soporte, o sea el muro), una verdadera cesura sobre el intonaco, para poder arrancar una capa más profunda: «operación más costosa pero segura».

 

Al cuidado de “La casa delle Artiste, Casa delle Arti – Spazio Alda Merini” (La casa de las Artistas – Espacio Alda Merini)

www.spazioaldamerini.orginfo@lacasadelleartiste.it – traduzione di Jeannette Lozano Clariond

 

***

ALDA MERINI – DAS ZIMMER

An der Wand der Treppe haengen einige grossformatige Werke des Fotografs Giuliano Grittini. Tatsaechlich ist Alda Merinis Zimmer eine Rekonstruktion, in der sich  Moebel und Gegenstaende ihrer vorigen Wohnung in Ripa Ticinese 47 finden. Im zweiten Stock , rechts, gibt es die Originaltuer mit Anmerkungen und Telefonnummern, die  mit Lippenstift geschrieben sind: Aldas erstes persoenliches Notizbuch. Weiter rechts ist es eine Scheibe, die Flur und Zimmer trennt.  Links ein Schreibtisch mir einer alten Schreibmaschine die ein Geschenk ihres Fotografen und Freundes Giuliano Grittini war. Diese Maschine wurde ohne Band benutzt  statt dessen wurde Kohlpapier (Durchschlagpapier) benutzt. Ein kleiner roter Sessel von Ikea,  ein Geschenk von Giovanni Nuti, niedrig aber mit hoher Rueckenlehne  um der Ruecken gut  zu stuetzen. An der Wand ist ein Kleid angestellt, das nach Merinis Tod von zwei Stylisten mit Informationen ueber ihr Leben bedruckt wurde. Es gibt auch ihr geliebtes Klavier, das noch auch ein Geschenk von einem Verehrer war;  vor dem Abschied  spielte Giovanni Nuti  nach ihrem Wunsch “L’Albatros”. Auf dem Klavier liegen einige Fotos darunter einige von Papst Giovanni Paolo II. An den Waenden haengen Plakate von Veranstaltungen an denen sie teilgenommen hatte. Ein Rosenstrauss, Geschenk von Valentina Cortese, liegt auf einem Stuhl, der an der Wand steht. Auf dem Kleiderstaender und auf dem Bett liegen Kleider, ein roter Hut, eine Strohtasche ein paar Schals. Normalerweise kaufte sie ihre Kleider entweder auf dem Markt der Navigli oder in einem Geschaeft in der Naehe ihrer Wohung. Auf einem Nachttisch befindet sich immer noch ein Geschenk von  G. Grittini: ein Radio/CD Player. Eine Puppe liegt auf ihrem Bett: sie hatte Puppen sehr geliebt. Neben dem Bett steht ein Nachttisch mit persoenliche Gegenstaende: eine “Diana Blu” Zigarette mit Filter, den wollte sie vor dem Rauchen abnehmen; Feuerzeuge, die Coladose, Lippenstift und Halsketten. Ueberall Staub: “aus zerbroeckelnen Fluegeln der Schmetterlinge: es sind die Gedanken die, nach dem Flug, Stoff werden und als Staub  Zeuge werden: wische ihn nicht weg, sonst wirfst du Leben und Erinnerungen  weg.”Das sind Aldas Worte. Auf einem kleinen Tisch liegt das Telefon mit  dem sie ihren Freunden und Verlegern Gedichte und Aphorismen diktierte. Zwei Verse des “Il muro degli angeli” sind rechts an der Wand zu lesen. Gegen diese Wand, die Aldas Notizbuch wurde, lehnte ihr Kissen. Dorthin schrieb sie Anmerkungen, Telefonnummern oder malte Zeichnungen mit Lippenstiften und Bleistiften. Waehrend unruhiger und einsamer Naechte war diese Wand den Kontakt mit ihrer Seele, den Spiegel ihrer Gedanken. Die Restauratorin Barbara Ferriani hat die Wand  mit Hilfe einer teueren aber sicheren Tecknik aus Aldas ehemaligen Schlafzimmer in dieser Raum uebertragen.

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